Verso la EUdem School: Comunicare l’Europa, incontro con Marco Bucciantini, capo-redattore dell’Unità

Chi lavora in comunicazione lo sa. Spesso quando si inizia a parlare di come comunicare un progetto, si finisce col parlare di quanto funziona o non funziona in quel progetto. E’ quello che è successo a noi ieri sera, nell’incontro con Marco Bucciantini, capo-redattore dell’Unità, durante l’incontro organizzato dal PD Bruxelles. La sfida di comunicare l’Europa sarà in discussione alla EUdem School del 28-29 Novembre, ma intanto ieri abbiamo iniziato ad esplorare il tema, che ci ha subito portato a parlare di cosa l’Europa ha fatto e sta facendo su tanti fronti.

Primo fra tutti la crisi economica, la gestione della crisi Greca e le gestione della dimensione sociale ed umana di questa crisi. Quasi che molti dei partecipanti avvertissero debolezze e lacune proprio nella dimensione sociale dell’Europa unita, e di conseguenza una difficoltà a costruire una narrazione efficace e convincente, non solo per quanti di noi stanno a Bruxelles, e spesso per lavoro conoscono l’UE da vicino, ma ancor più per i comuni cittadini dei paesi membri. Perché comunicare l’Europa è innanzitutto volontà di comunicare un progetto su cui vale la pena di continuare a puntare – a patto tuttavia che lo spazio politico europeo sia capace di tutelare anche i lavoratori, i consumatori, i migranti e in generale i soggetti più deboli della società.

Comunicare l’Europa, il lavoro del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, non è impresa semplice. Richiede tempo e risorse per approfondire, verificare e confrontare. Questa sfida si intreccia con un altro dei grandi temi emersi nel dibattito di ieri, la difficile transizione – che non stenteremmo a definire “crisi” – che attraversa il giornalismo e il settore dell’editoria in generale. Il modello tradizionale dei quotidiani è in crisi, mancano risorse ed i giornalisti hanno sempre meno tempo per approfondire ed offrire inchieste di ampio respiro ai loro lettori. Negli ultimi vent’anni, la massima tiratura delle testate italiane di punta è passata dalle 800-900.000 copie alle 300.000 attuali. Eppure la stampa è un puntello fondamentale per la democrazia, compresa quella Europea, che forse ne ha ancor più bisogno, vista la complessità della sua architettura istituzionale e dell’enorme distanza che separa i suoi eletti dai suoi elettori.

Il dibattito è solo iniziato. Lo continueremo nelle prossime settimane ed alla Eudem School.

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