TRASPARENZA E GOVERNO APERTO – LE NOSTRE PROPOSTE

Dall’UE tante buone pratiche di trasparenza da rafforzare e da applicare finalmente anche all’Italia

Nel campo della trasparenza e del governo aperto l’Europa fa molto di più degli Stati nazionali, serve quindi semmai più coraggio in casa nostra, per rendere le istituzioni veramente aperte e vicine ai cittadini.

Il PD ha quindi il compito di valorizzare e promuovere, anche a livello nazionale, tante buone pratiche che negli anni l’Unione Europea è stata in grado di costruire ed affinare:

·      Un portale unico, chiaro e organico, di informazione e di interazione tra istituzioni e cittadini,

·      Un modello avanzato di regolazione delle attività di rappresentanza degli interessi, con un registro unico della Trasparenza degli stakeholders che hanno partecipano ai processi decisionali,

·      Ogni proposta legislativa viene costruita dopo un percorso di consultazioni rivolte a organizzazioni di interesse ed esperti su temi di rilevanza specifica, soprattutto ad alto contenuto tecnico, con istituzione di gruppi di lavoro e promozione di report e di materiale informativo destinato alla cittadinanza, per garantire un livello adeguato e competente delle proposte normative,

·      Consultazioni permanenti con i cittadini su temi di rilevanza generale e rendicontazione on line di risultati e impatto sui processi decisionali istituzionali,

·      Facoltà per i cittadini comunitari (con un milione di firme) di presentare proposte di legge popolari, attraverso le Iniziative dei Cittadini Europei,

·      regole chiare per il finanziamento dei partiti politici europei e delle loro fondazioni, per prevenire abusi e per proibire i contributi a quei partiti che non rispettino regole democratiche interne e i valori della UE.

C’è ancora molto da fare per rendere l’Europa ancora più aperta e trasparente, se dovessimo scegliere due battaglie cruciali per la prossima legislatura, ecco le nostre priorità:

·      rendiamo gli Stati membri responsabili per le proprie scelte quando agiscono in Europa presso il Consiglio: è ora di finirla (come fa sempre il governo Conte) di accusare Bruxelles per scelte in realtà votate anche con il consenso dell’Italia. Portiamo al Consiglio, che è la “seconda Camera” decisionale dell’Europa, l’obbligo di trasparenza dei documenti, delle riunioni online, dell’informazione ai cittadini su quello che succede alle riunioni ministeriali, esattamente come fa da sempre il Parlamento Europeo.

·      rafforziamo gli strumenti di partecipazione per i cittadini europei sui territori, attraverso nuovi finanziamenti e modalità di consultazione permanente, coinvolgendo scuole, università, enti locali, forze sociali.

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