PES Council, Praga 1-3 dicembre – Un nostro commento.

Si è svolto a Praga il PES Council, l’appuntamento che riunisce attivisti, dirigenti ed eletti dei partiti socialisti europei.

Non è una fase ordinaria quella che vive l’Europa ed in particolare la famiglia socialista: la spinta del populismo di destra e la perdita di fiducia di una parte importante dell’elettorato tradizionale pone una sfida durissima per tutti i partiti socialdemocratici e progressisti.

Lo scenario dei prossimi mesi vede una serie di impegni cruciali, che possono segnare in modo molto significativo gli equilibri dell’UE nel lungo periodo : elezioni in Olanda a marzo, presidenziali in Francia a fine aprile precedute dalle primarie interne al PS, il voto in Germania a settembre, il giro di walzer delle nomine europee tra gennaio e maggio.

E come anticipo, naturalmente, le scadenze di domenica prossima, con il nostro referendum costituzionale e la contesa elettorale per le presidenziali in Austria.

Il PSE non ci arriva in ottima forma : la percezione dell’elettorato è che esso sia diventato un movimento co-responsabile dell’incapacità di dare risposte alle sfide sociali e occupazionali poste dalla globalizzazione e dalla mancata integrazione europea in tanti settori chiave. 

A Praga il Presidente PSE Stanishev ha voluto marcare con forza la volonta della famiglia socialista di lottare per una rottura dello status quo in Europa e lo stesso hanno voluto sottolineare gli ospiti principali del Council, tra cui Martin Schulz, Sigmar Gabriel, Jeremy Corbyn, Elio Di Rupo, Sandro Gozi in rappresentanza del PD.

Eppure, l’impressione è che senza una vera scossa il PSE rischi di rimanere ancora a lungo in un angolo e di essere schiacciato tra la destra conservatrice di governo e il populismo dalle facili risposte. Non basta certo un Council e una photo opportunity con attivisti e leader per risollevare le sorti del PSE, occorrerebbe un vero congresso fondativo per un nuovo partito progressista europeo, fondato su una piena solidarietà e condivisione programmatica anche delle scelte di politica interna, per dare coerenza all’azione comune che il PSE dovra svolgere in Europa. La coincidenza di scadenze elettorali nazionali così rilevanti, in questo senso, non deve essere vista come un ostacolo, con la giustificazione che « maiora premunt » e che quindi parlare di un orizzonte comune europeo sia da rimandare in questa fase. No, ogni elezione nazionale ha un significato europeo, e la costruzione di una nuova coscienza per creare un vero PSE passa anche e soprattutto per una europeizzazione delle campagne nazionali.

Benedetta Brighenti, co-presidente dell’associazione EUdem, ha partecipato al PES Council in rappresentanza del Gruppo PSE al Comitato delle Regioni. Benedetta ha partecipato alla tavola rotonda « Act for Yout », che ha costituito l’occasione per presentare le campagne in corso e le proposte programmatiche per rilanciare le politiche sociali e occupazionali per i giovani.

Questo il suo intervento :

Cari colleghi da tutta Europa,

Sono molto contenta di essere qui a rappresentare il Comitato delle Regioni e il gruppo PSE dello stesso e parlare come Ambasciatrice dell’ EYP.

Sono felice di questo passo concreto che il PES sta proponendo e sostenendo nei confronti dei Giovani europei. Loro sono la speranza e il terreno fertile per un miglioramento, nei fatti, per una Europa che vogliamo più prospera, inclusiva e moderna.

Per le città, per le Regioni, per i territori in generale la gioventù non e soltanto una categoria, ma energia, possibilità, fonte di sviluppo. Non sono sostenibili, socialmente ma anche economicamente, le città nelle quali i giovani cittadini, adulti del domani, non siano partecipi, coinvolti, attivi, rispettati, tutelati.  Per offrire e garantire ciò occorre analizzare ed individuare bisogni e progetti, valori ed obiettivi.

Vogliamo una società che rispetti i giovani, che gli permetta di essere eguali, di confrontarsi con il diverso, di dialogare, di partecipare.  Ringrazio, credo a nome di tutto il PSE, il Pres. Stanishev, che ha promosso la gioventù come uno dei principali focus del gruppo dei Socialisti europei.

I quattro pilastri politici dello Youth Plan, Employment, Education, Children and Culture devono trasformarsi in azioni concrete con effettive conseguenze sulle vite dei giovani europei. Facendo in modo che la “Youth Guarantee” diventi un elemento permanente e preminente nelle politiche europee per l’impiego, che venga garantita la disponibilità di 20 bilioni di euro per il progetto Youth Guarantee fino almeno al 2020, che diventi realtà e priorità una “Child Guarantee” nel budget EU de 2017. Dobbiamo esigere più fondi per il progetto Erasmus+ che ha effetti positivi sull’integrazione e la cittadinanza europea ben più diffusi di molti altri programmi. In tale quadro dobbiamo anche assicurare ai giovani un facile accesso alla cultura, elemento imprescindibile. Per questo promuoviamo la destinazione di circa 750 milioni di euro fino al 2020 in “Culture Cheque” per i neo maggiorenni.

L’amore per la cultura e la conoscenza e incarnata nella storia del continente Europeo e dei Paesi Europei più che mai. Da qui dobbiamo ripartire per recuperare la nostra identità di Paesi e popoli curiosi, aperti, moderni che hanno voluto e saputo mettere in pratica grandi trasformazioni e rivoluzioni sociali e culturali che ci hanno portati a desiderare e creare una realtà sempre più equa, sociale e solidale.

Per fare questo non dobbiamo abbandonare o rinunciare ai nostri valori. Se non proteggiamo, informiamo e supportiamo i nostri giovani, se aumenteranno e non diminuiranno fino a scomparire, soprattutto tra i più giovani, i cd. NEET, people not in education, employment or training, perderemo la nostra linfa vitale. Come cittadini europei e soprattutto come sostenitori dei valori e degli ideali che accomunano i Partiti Socialisti Europei, non possiamo permettercelo. È ora di agire.

Ribadisco,

  • No young people should be left out of an opportunity,
  • Culture should be present in everyone s life,
  • Education is at the core of our Europe a cohesion
  • Child poverty is not an option

Per la nostra Europa!

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