Oltre i popcorn: contenuti e nuova classe dirigente per risollevare il centrosinistra

Messaggio di benvenuto alla Summer School EuDem

I “vecchi arnesi” della partecipazione politica possono ancora dare un contributo per risollevare il campo del centrosinistra e dare una prospettiva al Partito Democratico?

E’ in fondo questo il senso del dibattito di questi giorni: come ritrovare la capacità di stare al passo con la società italiana – ed europea – e con la forte polarizzazione che la attraversa, uscendo da una marginalizzazione che non sembra essere solo ciclica ma che segna, invece, una svolta di sistema per tutti i progressisti in Europa.

Di fronte alla mole dell’impresa, la tentazione di un nuovismo o di un oltrismo è dietro l’angolo, come se bastasse uno slogan o un nuovo leader a rigenerare una comunità scossa da una serie di sconfitte durissime e costruire una piattaforma che sappia ridare voce a tutti coloro che vivono questa fase politica con preoccupazione, e talvolta paura.

Nascondere la polvere sotto il tappeto non serve: il Partito Democratico ha avuto limiti strutturali e politici che hanno origini antiche  e che l’accelerazione del sistema politico italiano negli ultimi anni ha reso ancora più evidenti.

Non bastano formule facili, occorrerà anzi molto lavoro e umiltà per tornare a essere credibili con gli elettori. Se perfino un partito strutturato e non proprio freschissimo come la SPD capisce l’esigenza di affrontare un’analisi elettorale in modo scientifico, affidando a un gruppo di esperti esterni uno studio rigoroso e molto critico su tutte le ragioni del crollo di consenso degli ultimi 20 anni, beh forse anche a noi democratici non farebbe male operare un’analisi che non sia frutto solo di posizionamenti congressuali o di rivincite politiche.

Prima ancora, e non possiamo più perdere tempo, dobbiamo occuparci di investire sui contenuti e su un nuovo gruppo dirigente da scovare sui territori.

Là fuori è pieno di risorse straordinarie e di esperienze locali che aspettano solo di essere conosciute, messe in rete, fatte crescere come incubatori di idee a disposizione del PD e di quello che saremo.

Il PD dovrebbe avviare subito – parallelamente alla fase congressuale – anche un progetto speciale di scouting, proprio per alzare la testa da discussioni ordinarie e da riti a volte un po’ stantii e invece dare priorità alle idee che funzionano, alle esperienze di innovazione democratica, ai contenuti più originali.

E allora sì, in questo senso anche una Scuola può essere uno strumento utile, oggi, per dare un contributo sia per la rivitalizzazione del PD, sia per spostare l’attenzione sui contenuti, dando la parola a chi vive la politica quotidianamente sui territori e porta risultati nonostante lo tsunami populista e sovranista. Più che la formula “oltre il PD”, quindi, è ora di andare “oltre i popcorn”, di smetterla di stare alla finestra a osservare l’incapacità di chi ha raccolto consenso coltivando rancori e paure e giocando sulle nostre incompiutezze su temi cruciali (giovani, Sud, mercato del lavoro), scavalcandoci nella percezione di partito-campione della lotta alle disuguaglianze.

Oltre i popcorn, quindi, per elaborare idee e formare un nuovo gruppo dirigente diffuso per rispondere ai metodi e ai contenuti dei movimenti populisti, ma scongiurando l’élitismo e un atteggiamento discriminatorio che consideri come “lebbra” tutto ciò” che ruota attorno ai movimenti sociali degli ultimi anni.

E’ l’Europa ovviamente il punto di caduta di tutto questo, il terreno di scontro e allo stesso tempo il riferimento ideale e politico per provare a rifondare la comunità progressista e democratica nel nostro Paese. Non possiamo non essere i portavoce dell’Europa e dei valori che l’integrazione europea ha rappresentato, pace, benessere e progresso civile,  ma dobbiamo anche riconoscere il nostro limite, che in una certa fase ha portato anche il PD a utilizzare il tema europeo come un vincolo, un ostacolo, uno spauracchio che chiede solo sacrifici, senza mai evidenziare cosa significa in positivo per l’Italia e gli italiani essere protagonista dell’Unione.

E’ in nome di questo che ci ritroveremo a Firenze il prossimo fine settimana per la Summer School EuDem, in un appuntamento di formazione promosso insieme alla fondazione FEPS e rivolto a circoli e militanti di base, alla presenza di esponenti nazionali del centrosinistra quali Gianni Pittella, Tommaso Nannicini, Claudio De Vincenti, Marina Sereni, Riccardo Nencini, Simona Bonafé e altri ospiti ed esperti.

Da parte nostra, come associazione EuDem, vogliamo esserci con il nostro contributo, le nostre idee e la nostra passione per preparare al meglio la fondamentale scadenza delle elezioni europee 2019, che vanno affrontate in primo luogo con contenuti tangibili, da spendere sul territorio e con un linguaggio immediato, diretto, che sappia cambiare la cornice distonica che negli ultimi anni ha inquadrato il tema dell’Europa nella percezione di troppi italiani.

Francesco Cerasani – Presidente EuDem

Alessandra Poggiani – Vicepresidente EuDem

Un pensiero su “Oltre i popcorn: contenuti e nuova classe dirigente per risollevare il centrosinistra

  1. massimiliano crocco ha detto:

    Che bello che ci sia tutto questo.
    Palpito ogni giorno per questo nostro paese in piena crisi “culturale”, attraversato dall’orgasmo di fare di tutta la propria storia politica un fascello da bruciare, nell’entusiasmo ebbro di un salto nel vuoto. Quando abbiamo perso per strada la mano del popolo, che stringevamo?
    Qual é stato il momento in cui abbiamo perso non voti, ma la sim-patia di volti, corpi, storie che,appunto, prima “pativano” un percorso con noi, e oggi ci rigettano con repulsione? Dobbiamo capirlo. Sùbito. Perché questa comunità nazionale non perda gli anticorpi che sono la complessità e la memoria. Bisogna far presto, come scriveva Mario Lavia, ieri, su Democratica.
    Massimiliano PD Napoli

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