MES – adesso basta polemiche, concentriamoci sul Recovery Fund

 

Sull’utilizzo del MES – Meccanismo Europeo di Stabilità – nelle ultime settimane si sono moltiplicati commenti, preoccupazioni e episodi di disinformazione.

Lo avevamo scritto nei commenti delle settimane precedenti e ora è ufficiale: il vecchio MES avviato negli anni della scorsa crisi finanziaria non esiste più.

La nuova linea di credito “Pandemic Crisis Support”, che possiamo definire una sorta di MES light, decisa dall’eurogruppo il 9 aprile scorso e confermata dal Consiglio europeo del 23 aprile, è ora dettagliata in modo netto e permette di togliere dubbi in merito al funzionamento di questo nuovo strumento, che ricordiamo è opzionale per gli Stati membri.

L’eurogruppo ha definitivamente stabilito che i prestiti del MES, che possono arrivare fino a circa 36 miliardi per l’Italia – una cifra pari al due per cento del PIL del 2019 – sono sottoposti a una sola condizione : essere usati per far fronte alle spese dirette e indirette dovute alla cura e prevenzione del Covid-19.

Queste risorse quindi saranno messe a disposizione degli stati membri che ne faranno richiesta senza le condizioni di politica macroeconomica che accompagnano gli altri prestiti del MES.

I prestiti avranno una durata che può arrivare fino a dieci anni, con un tasso di interesse dello 0.1 per cento, pari a un risparmio di 600 milioni di euro annui rispetto a normali condizioni di mercato.

Si conferma quindi quanto già richiesto dall’Italia nelle scorse settimane : non ci sarà nessuna troika, non ci saranno missioni di ispezione, commissariamento dei conti, nulla di quanto paventato dalle voci più euroscettiche.

Possiamo ora mettere da parte una volta per tutte polemiche e strumentalizzazioni : il MES light può essere una risorsa cui attingere, adesso tutta l’attenzione politica deve essere investita in un ruolo propositivo ed efficace del nostro Paese per ottenere presto e in modo consistente l’avvio del Fondo Europeo per la Ripresa, in corso di negoziazione.

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