Mercato unico digitale

“Verso un mercato unico digitale”

La realizzazione di un mercato digitale europeo è uno dei punti cardine del programma della Commissione Juncker. Una delle grandi sfide per il completo funzionamento del mercato interno, che devono avere la prospettiva di cavalcare quella che Rifkin definisce la “Quarta Rivoluzione industriale”. Una sfida che potrebbe fruttare oltre 415 miliardi di euro l’anno e la creazione di migliaia di posti di lavoro: un vero e proprio volano che sarebbe necessario alla crescita e allo sviluppo dell’economia del nostro continente. Un treno in corsa che non possiamo permetterci di perdere, perché non giocare da protagonisti questa partita, rischierebbe soltanto di accrescere il ritardo accumulato nei confronti di altre economie digitali quali gli Stati Uniti e la Cina.

La strategia complessiva per la trasformazione verso un mercato unico digitale è stata delineata dalla Commissione europea nella Comunicazione del 6 maggio del 2015; una road map che ha definito tre ampi pilastri e previsto 16 iniziative da attuarsi nel quinquennio 2015-2019. Da segnalare che qualche mese dopo, il 19 gennaio 2016 il Parlamento europeo “ha risposto” alla comunicazione della Commissione europea approvando la Risoluzione Gebhardt-Kallas “Verso un atto sul mercato unico digitale”.

In sintesi, vi elenco i tre pilastri strategici con le rispettive proposte e i rispettivi piani d´azione che sono stati previsti dall´intera Commissione Juncker e in particolar modo dal vicepresidente con competenze al mercato digitale, Andrus Ansip.

Primo pilastro: migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali per consumatori e imprese

o Definizione di norme armonizzate sul commercio transfrontaliero capaci di tutelare legalmente i consumatori e le aziende nella fase di acquisto e di vendita di contenuti digitali, ma anche beni tangibili acquistati online e anche in altre forme – il c.d. “e-commerce”; il 9 dicembre 2015 sono state presentate le prime tre iniziative legislative riguardo a) i contratti per la fornitura di contenuto digitale; b) i contratti per la vendita online e altre forme di vendita a distanza di beni e c) la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online nel mercato interno;
o servizi di trasporto transfrontaliero delle merci (parcel delivery) più efficienti, competitivi e trasparenti;
o definizione di regole che finalmente prevengano il geoblocking non giustificato e le discriminazioni di prezzo in base alla posizione geografica o alla nazionalità nell’acquisto di beni e contenuti digitali, individuando e definendo al contempo i casi in cui tali discriminazioni restino comunque giustificate; la proposta di regolamento presentata dalla CE il 25 maggio 2016 è in fase di discussione in Parlamento ed in Consiglio;
o riforma delle regole sul copyright (o diritto d´autore) che prevedano una modernizzazione che basata su dati solidi (tra cui una valutazione del possibile impatto di eventuali modifiche sulla crescita e l’occupazione, sulla produzione, sul finanziamento e sulla distribuzione di opere audiovisive), e che sia mirata e incentrata su una remunerazione equa e adeguata dei creatori e degli altri titolari di diritti, tenendo conto dei cambiamenti apportati dalla digitalizzazione al mercato interno; la direttiva sulla materia del diritto di autore è appena stata pubblicata dalla Commissione europea;
o lotta alla pirateria e ai contenuti illeciti su internet, prevedendo, tra le altre cose, la promozione di un quadro giuridico appropriato, il sostegno a partenariati pubblico privati, il chiarimento del ruolo degli intermediari e delle piattaforme online, la promozione di campagne di educazione e di sensibilizzazione e con un richiamo all’importanza dell’applicazione del diritto d’autore secondo quanto previsto dalla direttiva “enforcement”;
o semplificazione e l’armonizzazione dell’IVA a livello europeo.

Secondo pilastro: creare un contesto favorevole e paritario per lo sviluppo delle reti digitali e dei servizi innovativi

o Lo spettro radio come risorsa fondamentale per il mercato interno delle comunicazioni a banda larga mobili e senza fili e per la radiodiffusione; elemento essenziale per la competitività futura dell’UE. Il 2 febbraio 2016 la Commissione ha presentato una decisione che si pone come obiettivo quello di coordinare l’uso della banda dei 700 MHz per i servizi mobili, migliorare l’accesso a internet per tutti gli europei e contribuire allo sviluppo di applicazioni transfrontaliere;
o la diffusione della banda larga 5G e ultra-veloce, in modo da poter consentire il recupero della leadership UE per la produzione industriale; lo scorso settembre, in occasione del discorso di Juncker sullo Stato dell´Unione, la Commissione ha proposto un piano d’azione per avviare in tutta l’UE, a partire dal 2018, l’installazione del 5G attraverso investimenti privati nelle reti di comunicazioni veloci e ultraveloci con particolare attenzione alle zone rurali e remote. In quest’ambito, viene evidenziata l’importanza della corretta attuazione del FEIS;
o l´iniziativa WiFi4EU, che punta ad aiutare le comunità a offrire a tutti i cittadini punti di accesso wi-fi gratuito;
o revisione da parte della Commissione della Direttiva sui servizi di media audiovisivi, necessaria per creare condizioni più eque per tutti gli operatori, promuovere i film europei, tutelare i minori e contrastare più efficacemente l’incitamento all’odio.
o nuovo approccio alle piattaforme online nell’intento di rispondere alle sfide poste da ciascun settore, si veda la Comunicazione sulle piattaforme online del 25 maggio 2016;
o “sharing economy” – la Commissione, il 2 giugno 2016, ha presentato le linee guida sull´economia collaborativa, in rapida diffusione in tutta Europa. Numerosi sono i punti che meritano una riflessione: l´opportunità di stabilire o meno un approccio normativo orizzontale a livello europeo che non soffochi in alcun modo le potenzialità e gli aspetti positivi dell’economia della condivisione, la definizione di regole precise che prevedano una piena tutela dei diritti sia per i lavoratori dei settori tradizionali sia per le nuove figure contrattuali che stanno emergendo dall’economia della condivisione (i cd. “on-demand workers”), la tutela dei diritti dei consumatori, il tema della fiscalità, e molto altro;
o la sicurezza dei servizi digitali e delle reti come pre-condizione per accrescere la fiducia dei cittadini, dei consumatori e delle imprese nell’ambiente digitale.

Terzo pilastro: massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale

o Attenzione particolare alle opportunità in termini di crescita economica offerte dai Big Data, dal cloud computing – v. l´iniziativa europea per il cloud computing presentata lo scorso aprile dalla CE – e dall’Internet delle cose;
o lo sviluppo di un piano di azione 2016-20 complessivo ed ambizioso di e-government ed e-administration, che sia capace di ridurre gli oneri amministrativi e per i cittadini e di modernizzare le pubbliche amministrazioni e i loro servizi é stato presentato nell´ottobre di questo anno;
o la promozione di investimenti in istruzione professionale e apprendimento permanente volti allo sviluppo di skills digitali – si calcola che in meno di un decennio il 90% dei lavori in Europa avranno bisogno di competenze digitali per lavorare; l’integrazione di queste competenze nei programmi scolastici, la promozione della cooperazione tra università e istituti tecnici, lo sviluppo di programmi di studio comuni di e-learning, la formazione degli insegnanti nelle competenze digitali sono priorità irrinunciabili nel contesto di un mercato del lavoro in continua digitalizzazione;
o la digitalizzazione di tutti i settori industriali al fine di incoraggiare la competitività dell’economia (un piano di Industria 4.0 a livello europeo?)

Spunti per una riflessione: quanto è grave il ritardo dell´Italia?
Scarica e consulta l´indice DESI (Digital Economy and Society Index) con i dati, le tabelle egli indicatori del nostro paese nel 2016

Ma perché serve un mercato unico digitale?
Scarica e consulta il documento, con i  dati a livello UE

Documenti legislativi da consultare:

Scheda redatta da Marco Fusaro

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