Una nuova agenda per i circoli e i militanti del Partito Democratico. In prima linea per riportare fiducia e solidarietà tra i popoli europei.

Aprile 2020

UNA NUOVA AGENDA PER I CIRCOLI E I militanti del Partito Democratico

In prima linea per riportare fiducia e solidarietà tra i popoli europei

Ai circoli e ai militanti del Partito Democratico,

siamo qui a proporvi un’azione comune per realizzare e difendere la nostra idea di Europa.

Vi invitiamo a creare insieme una vera comunità (digitale e di contatti reali) del PD sull’Europa, in cui coordinare iniziative, scuole di formazione, scambi di riflessioni, informazioni e materiali, incontri e gemellaggi anche con circoli di altri partiti progressisti europei.

Il Partito Democratico la forza politica più europeista nel Paese, ha scelto di impegnarsi nel governo proprio per promuovere la posizione italiana in Europa. Sta anche a noi, come circoli e militanti di base del Partito Democratico, attivarci e comprendere il momento cruciale che l’Europa vive in questi giorni, in cui si stanno assumendo decisioni che avranno un impatto sulle nostre vite per molti anni a venire.

L’incapacità di rispondere efficacemente a questa crisi non solo metterebbe a rischio prosperità e benessere, ma porterebbe anche a conseguenze politiche senza precedenti per il progetto europeo, minando le fondamenta economiche e sociali su cui abbiamo costruito decenni di pace e integrazione.

Vediamo già in queste ore, nell’opinione pubblica del nostro Paese, il diffondersi preoccupante di atteggiamenti di profondo scetticismo verso le istituzioni europee e, peggio ancora, di espressioni sempre più diffuse di ostilità nei confronti di altri paesi dell’Unione europea.

Crediamo che la risposta migliore, in questo momento, non possa limitarsi a ricordare quanto le istituzioni europee hanno fatto finora in questa crisi o giustificare in maniera acritica le scelte di Bruxelles.

Bisogna dire la verità, perché siamo a un bivio senza precedenti in cui ci giochiamo tutto. E questo significa dimostrare agli elettori che tutti noi abbiamo convenienza in una Europa più integrata e più solidale.

È possibile farlo, se usiamo concetti ed esempi semplici, pratici, quotidiani, se proviamo a suscitare una persuasione che arrivi in modo diretto, che accenda entusiasmo e riporti fiducia nel progetto europeo.

La crisi che stiamo vivendo richiede soluzioni europee straordinarie e inedite, a cominciare da nuove concrete forme di solidarietà e azione collettiva tra i Paesi europei, da cui tutti – tutti, dal sud al nord, dall’est all’ovest – trarrebbero benefici. Per questo, va combattuta con forza l’ondata crescente di chi crede – strumentalmente o senza capirne le conseguenze – che l’Italia possa farcela anche da sola, che in fondo la nostra presenza nell’Unione sia inutile o, addirittura, dannosa. Ma dove saremmo invece – noi che siamo tra i primi paesi manifatturieri in Europa – senza le enormi possibilità che offre il mercato unico? Cosa ne sarebbe delle piccole e medie imprese italiane nella concorrenza globale, senza un’azione comune nel commercio estero? Con quali risorse avremmo finanziato i piani di sviluppo di tutto il nostro Mezzogiorno?

È per questo urgente rilanciare in tutti i modi – nella pancia, nella testa e nel cuore delle persone – la necessità di stringere sempre di più i destini dei cittadini e dei popoli europei. 

La crisi del Coronavirus, la sfida più difficile che l’Europa e il mondo stanno affrontando dal 1945, arriva a poche settimane dal 70° anniversario della Dichiarazione Schuman: come allora, la nostra ambizione deve essere commisurata alla portata della crisi economica e sanitaria che stiamo affrontando. Non dobbiamo mai dimenticare che l’Unione Europea è la più straordinaria innovazione politica della storia. Ha portato decenni di pace e prosperità e ha dimostrato che gli Stati nazionali sovrani possono formare una comunità per gestire insieme la complessità del mondo globale. Molto è stato fatto, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Le forze progressiste – soprattutto a livello di base, nelle realtà politiche locali a contatto più diretto con i cittadini e quindi più vicine alla gestione delle difficoltà quotidiane delle comunità – devono essere in prima linea nella battaglia per rivendicare una vera sovranità europea e per chiedere un passo avanti nell’integrazione.

L’epidemia del Coronavirus rende purtroppo evidente che l’UE è ancora impreparata ad affrontare situazioni di emergenza in aree in cui le competenze e i poteri si basano solo su una cooperazione tra gli Stati membri. E lo è, in modo ancora più grave, in settori cruciali per la vita delle persone, come l’occupazione, la fiscalità, la crescita. Non dobbiamo dimenticare le lezioni della precedente crisi finanziaria. Negli ultimi anni, si sono promossi programmi di aggiustamento che hanno cercato di ridurre i deficit di bilancio attraverso tagli al sociale, aprendo un divario tra i Paesi del Nord e del Sud e spesso alimentando il malcontento e il populismo. Per questo occorre una svolta economica e politica: chiedere misure straordinarie di solidarietà – come la giusta proposta di introdurre gli eurobond – è innanzitutto una battaglia progressista per ottenere più crescita per tutti i paesi europei, non solo per l’Italia: puntare ad avere più uguaglianza e coesione è innanzitutto un modo per creare più ricchezza, per evitare di alimentare divisioni tra i popoli e i cittadini europei.

E’ il nostro momento quindi, come militanti e iscritti del Partito Democratico, di costruire una nuova coscienza comune sul rapporto tra Italia e Europa. Un percorso che non può essere solo dall’alto verso il basso (“ecco la linea da Bruxelles”, “l’Europa ha fatto questo”..) ma che deve portare tutti noi a capire, collettivamente, che è nell’Europa politica che le forze progressiste devono investire per trovare il proprio spazio d’azione, a tutti i livelli. L’Europa è politica interna e proprio per questo il rilancio dell’integrazione politica dell’UE può realizzarsi solo partendo dai territori.  Non si tratta di un superamento della sovranità nazionale, ma di rivendicare una sovranità europea in cui tutti i cittadini dell’Unione possano beneficiare di crescita, democrazia, diritti e coesione, secondo il modello sociale che ci ha reso un punto di riferimento esemplare per tutto il mondo. È questo il messaggio che dovremo portare avanti, come progressisti, nell’annunciata Conferenza sul Futuro dell’Europa, che dovrà essere l’occasione per un nuovo coinvolgimento dei cittadini su come ricostruire economicamente e politicamente l‘UE.

Questa fase sarà delicatissima: un’impostazione sbagliata nel rapporto tra noi e l’Europa rischia di cambiare per molti anni la percezione dei nostri cittadini sul senso stesso e sui vantaggi dell’integrazione europea.

Proprio in questo momento in cui la fiducia nell’Europa viene meno, siamo noi, la prima forza europeista e democratica nel Paese, a dover rilanciare una coscienza comune europea.

Se vuoi aderire a questa lettera-appello e condividere iniziative e campagne comuni, scrivici a:

associazione@eudem.org

Associazione EuDem
“Costruiamo la community del PD sull’Europa!” 

web www.eudem.org  –  facebook Associazione EuDem  –  twitter @EUdemPD

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