Le liste transnazionali al Festival di Sanremo

Causa la passione per la canzone italiana del nostro presidente, Francesco Cerasani, il direttivo EuDem è stato “invitato” a seguire il Festival di Sanremo. La disciplina prima di tutto, quindi alle 21 tutti davanti al televisore con il nostro bravo secchiello di pop-corn e WhatsApp aperto per i commenti. Però, restiamo degli inguaribili europeisti. Martedì e mercoledì sera, tra una canzone e una gag, la conversazione è progressivamente virata dalle esibizioni canore alla bocciatura delle liste transnazionali da parte del Parlamento Europeo. Nel merito, sono emerse differenze di opinione anche al nostro interno.

Poiché riteniamo utile allargare la discussione a tutte le persone che da anni stanno seguendo il nostro percorso, riteniamo utile riportare qui di seguito le idee che ci siamo scambiati con l’auspicio di stimolare la condivisione dei vostri punti di vista.

[12:54 AM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: sanremo è la sintesi estrema dell’italianità
[12:55 AM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: in ogni suo aspetto. è l’incarnazione dello spirito nazionale
[1:02 AM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: e Cerasani è il sacerdote che ci consente di accedere a tutto questo creato
[1:02 AM, 2/7/2018] ELENA VULTAGGIO: Che ha partorito i grillini…😂😂😂
[1:03 AM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: noi ignobili seguaci del rock, del jazz, del pop inglese, insomma, della musica vera
[8:01 AM, 2/7/2018] ALESSANDRA POGGIANI: W Morandi – passo e e chiudo 🙂
[1:43 PM, 2/7/2018] FRANCESCO CERASANI: il parlamento europeo (ppe, destra ma anche un po’ di scettici dentro SD e GUE) ha bocciato le liste transnazionali. il voto dell’aula si rispetta sempre, sono rammaricato ma fa parte delle cose. Quello che mi sconcerta pero’ e’ leggere commenti scettici o peggio beffardi di chi nel nostro campo si dice contro le liste. Abbiamo un grandissimo lavoro da fare per portare vera cultura federalista (non basta europeista) nel partito
[2:26 PM, 2/7/2018] ALESSANDRA POGGIANI: Uff
[2:36 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Francesco, credo che la questione sia più complessa. Ad esempio, io sono personalmente contraria alle liste transnazionali, e non mi sento meno europeista per questo. Parliamone.
[3:05 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: Invece io sono fermamente a favore e mi piacerebbe che ci fosse una presa di posizione di Eudem per criticare tale decisione, così da aprire anche tra di noi un dibattito
[3:54 PM, 2/7/2018] LUCA GATTI: Concordo.
[3:55 PM, 2/7/2018] LUCA GATTI: È la seconda volta. Ricordo il dibattito in Comm Affari Costituzionali nel 2012. Identico ad oggi, tutti d’accordo, fino al momento del voto.
[3:56 PM, 2/7/2018] LUCA GATTI: Tristezza
[4:08 PM, 2/7/2018] FRANCESCO CERASANI: Non posso che condividere
[4:09 PM, 2/7/2018] FRANCESCO CERASANI: Lavoro su un articolo-commento da mettere domani online. Te lo mando come bozza, possiamo metterlo senza firma
[5:35 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: 👍
[6:10 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Leggerò con interesse
[6:11 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: E mi preparerò a replicare 😉
[6:20 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: 👍
[6:32 PM, 2/7/2018] ALESSANDRA POGGIANI: @LETIZIA GIANNI perché sei contraria?
[10:58 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Ciao Ale
[11:08 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Sono contraria alla proposta sotto diversi profili
[11:15 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: In primo luogo, da un punto di vista costituzionale. Credo che il principio democratico della rappresentanza passi dalla prossimità degli eletti agli elettori, e che questo valga non soltanto a livello europeo, ma anche a livello nazionale. Ho letto in più dichiarazioni, da Gozi a Bresso, che la proposta delle liste transnazionali avrebbe aumentato la “democraticità e la trasparenza dell’Unione europea”. Me ne sfugge completamente il motivo, e invito chiunque a illuminarmi sul punto. Eleggere 27 parlamentari su 751 (o 705) su una circoscrizione europea, troppo vasta per non far sì che siano poi le logiche territoriali (o il caso) a prevalere mi appare una misura completamente inutile. Se l’intento era quello di europeizzare il dibattito sulle europee, non vedo come questo avesse potuto sostituirsi alla gara per i restanti 680/700 seggi attribuiti secondo logiche nazionali. Sono i partiti nazionali a dover appropriarsi dei temi europei, possibilmente evitando di fare capriole per contingenze elettorali. Ecco, credo che su questo il PD abbia ancora molto su cui lavorare.
[11:16 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Credo che aggiungere una scheda e creare un sistema elettorale parallelo alla molteplicità delle leggi elettorali nazionali tuttora esistenti per le elezioni europee avrebbe soltanto aumentato la complessità e la confusione agli occhi dei cittadini, che non già non capiscono la ragione della complessità esistente.
[11:18 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: L’Europa deve diventare più leggera, più semplice, e soprattutto più vicina. Non promuovere candidati elitari (perché tali devono essere per coprire una campagna su circoscrizione europea) e scelti da partiti europei che al momento non esistono sui temi contenutistici.
[11:20 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Se è su questo tema delle liste transnazionali, che il PD e la sinistra europea (che tra l’altro in parte ha anche votato contro oggi, mi pare) si battono per distinguersi dalle destre e per rilanciare l’integrazione, beh spero che possano presto interrogarsi su questioni più rilevanti
[11:20 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: E se vogliamo parlare di sistema elettorale, propongo innanzitutto di uniformare il sistema in tutti gli stati membri
[11:21 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: E di discutere un’agenda comune a livello di partiti europei, cominciando da subito e per tempo
[11:21 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Sono inoltre d’accordo con l’idea di non rimpiazzare i seggi, in vista del prossimo allargamento, che spero essere vicino, verso est
[11:21 PM, 2/7/2018] LETIZIA GIANNI: Attendo di essere contraddetta su ogni punto, con molto piacere.
[11:33 PM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: Cara Letizia, intanto grazie per aver stimolato quest interessante discussione.
Trovo corrette molte delle tue affermazioni, almeno sul piano teorico. Tuttavia, se facciamo politica siamo costretti a un esercizio di realtà. Non possiamo infatti nasconderci come i contesti nazionali, soprattutto nei fenomeni che determinano la coagulazione del consenso (vicinanza territoriale, sistema media, legami più o meno stretti con le istituzioni, esigenza di farsi percepire affidabili da platee con esigenze apparentemente locali), impediscono di fatto alle forze politiche di costruire un’agenda europea comune e quindi di agire, almeno secondo il nostro punto di vista, per affrontare e risolvere concretamente i problemi posti dalle nostre società.
Le liste transnazionali, pur senza risolvere tutti i problemi che hai ricordato, avrebbero potuto agevolare una “rimozione forzata” degli ostacoli citati, stimolando la collaborazione tra partiti affini nella definizione dei programmi e delle linee politiche prima del confronto elettorale e non solo nel PE. Una dinamica che probabilmente avrebbero cominciato a esplorare le famiglie politiche più grandi come quelle più coraggiose.
[11:38 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: Inoltre si sarebbe fatto un passo importante nella costruzione di una vera arena politica europea, dove una lista avrebbe dovuto presentare stessi programmi e candidati in tutta Europa, con un linguaggio e proposte in grado di parlare a tutti.
[11:40 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: Sarebbe stato un vero passo verso la creazione di quei partiti transnazionali unico livello in cui ogni singolo militante potesse contribuire nelle scelte fondamentali delloggi
[11:42 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: Il punto non è nazionalizzare l’Europa, ma europeizzare i temi della politica, se no ci troveremo come sempre a fare 27 elezioni nazionali durante le europee
[11:43 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: O a far bocciare la costituzione europea per dare un voto contro il governo francese in carica in quel momento
[11:46 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: 27 parlamentari erano pochi, ma un segno chiaro che per costruire una vera Europa comune si deve partire da una condivisione reale di rappresentati, politiche e proposte elaborate insieme
[11:50 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: Avrei anche alcuni temi tecnici da aggiungere, a partire dal principio della procedura elettorale uniforme già presente nei trattati, ma non vorrei tediare oltre con un mezzo inappropriato per un vero confronto.
[11:50 PM, 2/7/2018] PAOLO ACUNZO: Buon Sanremo a tutti 😄
[11:51 PM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: A proposito di Sanremo, il presidente dovrebbe aggiornarci
[11:52 PM, 2/7/2018] STEFANO CAMPOLO: Senza la sua esegesi festivalizia, qua non dorme nessuno!
[12:04 AM, 2/8/2018] LUCA GATTI: Europeizzare il dibattito e far emergere le contraddizioni (oltre ai rischi) legate ai vari interessi nazionali deve essere la ns stella polare. altrimenti difficilmente si potrà progredire.
#felicità francesco, #felicità
[12:05 AM, 2/8/2018] STEFANO CAMPOLO: Sì, ma Sanremo?
[12:12 AM, 2/8/2018] PAOLO ACUNZO: A me piacciono Annalisa, moro e stato sociale…
[12:14 AM, 2/8/2018] LETIZIA GIANNI: Paolo, concordo con te sull’inappropriatezza del mezzo, e spero che ci sarà modo di discuterne oltre. Perché raccolgo con piacere gli inviti a esercizi politici e di realtà da parte mia, e vi invito a fare altrettanto.
Non è saltando a piè pari il livello nazionale, o surclassandolo in nome di una sensibilità europea comune politica che, al momento, non esiste, che si faranno passi avanti.
Ci sono tutti gli spazi politici per la fruttuosa concertazione a livello europeo, in seno alle famiglie politiche, di cui parla giustamente Stefano. Basta soltanto volerlo. Solo che discutere dei prossimi passi concreti da mettere in agenda è difficile. Lanciare le liste transnazionali dietro il vessillo di più integrazione (senza capire, poi, in che cosa si declinerebbe questo incremento di “democrazia e trasparenza”) è molto più facile e sbrigativo.
Quanto ai tecnicismi, i trattati impongono criteri comuni per l’elezione dei parlamentari. Questo non si traduce al momento in leggi elettorali uniformi. Io propongo di uniformarle.
P.s. Io voto Stato sociale ed Elio 😉
[12:16 AM, 2/8/2018] STEFANO CAMPOLO: “Basta soltanto volerlo.”, Infatti, non lo vogliono, per lo meno finché la competizione rimane ristretta nell’arena nazionale
[12:17 AM, 2/8/2018] EUDEM LETIZIA GIANNI: Giusto Stefano. Ma non lo vogliono spesso neanche gli stessi che propongono le liste transnazionali.
[12:17 AM, 2/8/2018] STEFANO CAMPOLO: Questo è altro discorso, credo
[8:46 AM, 2/8/2018] FRANCESCO CERASANI: ragazzi buongiorno! ieri a un certo punto sono crollato ma sono interessantissime le cose che ci siamo scritti. questo weekend provo a scrivere un testo sul senso del federalismo politico oggi per un partito. ho parlato un po’ anche con altri compagni in italia e penso sarebbe utile un chiarimento sul fatto che una posizione avanzata per l’integrazione non puo’ essere vista solo come una campagna di fighetti eurocrati distaccati dalla percezione reale delle persone. e’ un punto essenziale per la sinistra. Partendo dalla scusa del no alle liste transnazionali e tenendo conto delle posizioni di tutti voi potremmo scrivere un bel testo. Vi scrivo! buona giornata

Attendiamo le vostre opinioni e i vostri pensieri. Scriveteci a associazione@eudem.org.

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