Le elezioni saranno uno spartiacque per l’Europa

Pubblichiamo l’intervento di Sebastiano Casoni all’incontro organizzato da EuDem con i segretari e i militanti del Pd a Vittorio Veneto nell’ambito del ciclo “Europa in Circolo”

La lontana generazione

L’Europa non è nata da mobilitazioni popolari né da un organo costituente e non ha alle spalle imprese garibaldine o avvenimenti quali le cinque giornate di Milano; è stata costituita grazie all’impegno di governati, politici e intellettuali illuminati che gli storici chiamano i Padri dell’Europa.

Queste persone, del calibro di De Gasperi, Adenauer, Spinelli, Schuman, con coraggio e determinazione hanno avviato e consolidato forme di integrazione economica e politica sovranazionali, hanno avviato un processo di integrazione europea lungo più di sessant’anni ma che ora vive un periodo di stallo.

Ci troviamo oggi davanti a uno spartiacque: da una parte chi vuole smantellare quanto fatto finora, dall’altra chi vuole proseguire il percorso tracciato negli ultimi decenni. Le prossime elezioni politiche saranno una linea di demarcazione nel processo di sviluppo europeo.

È in questa fase che con forza e credibilità deve entrare in gioco il Partito Democratico. Ognuno di noi deve mettere in campo le proprie reti di relazioni nel tessuto sociale della comunità in cui opera per far comprendere quanto in realtà l’Europa (la comunità Europa) sia vicina a noi e conseguentemente come e perché l’Europa deve tornare ad essere il nucleo identitario fondamentale attorno al quale sviluppare l’elaborazione della nostra proposta politica.

Finora molto è stato fatto, basti pensare alla garanzia di pace, all’abbattimento dei confini con la conseguente libertà di movimento, beni intangibili dati spesso per scontati di un’Europa, purtroppo poco percepita e quindi insufficiente per sconfiggere l’altra Europa, quella matrigna, l’Europa cui chiediamo l’intervento non sia limitato a indicazioni riguardo le esche da utilizzare per la pesca nel mediterraneo, ma da cui pretendiamo un impegno concreto affinché, lungo quella che è nei fatti una “frontiera europea”, non si debbano più “pescare” i corpi di chi scappa da guerra e miseria.

Si fa quindi sempre più forte la necessità di sviluppare il processo costitutivo e l’avvicinamento dei cittadini alle istituzioni europee attraverso politiche non solo economiche e monetarie, ma anche e soprattutto attraverso politiche sociali e del lavoro finalizzate ad un’effettiva eguaglianza e la realizzazione di un welfare europeo, ma anche attraverso l’abbattimento della burocrazia che deve portare ad un alleggerimento dell’impianto istituzionale.

Dobbiamo promuovere quindi, come è stato fatto in Italia negli ultimi cinque anni di governo PD, un riformismo europeo vero e concreto che ci permetta finalmente di realizzare quell’Europa dei popoli già teorizzata da Mazzini nel lontano 1834, quando parlava di “Giovine Europa”.

Altiero Spinelli disse: “Chiunque si accinge ad una grande impresa lo fa per dare qualcosa ai suoi contemporanei e a sé, ma nessuno sa in realtà se egli lavora per sé, per loro o per i figli;
o per una più lontana, non ancora nata generazione, che riscoprirà il lavoro incompiuto(sicuro?) e lo farà proprio.”

Quella “lontana generazione”, ne sono convinto, deve essere la nostra: da figli dell’Europa noi dobbiamo diventarne padri, dimostrando lo stesso coraggio e determinazione dei nostri predecessori’ per portare a compimento quello che per troppo tempo è stato il sogno europeo.

Sebastiano Casoni
Socio EuDem e membro dell’assemblea nazionale del PD

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