INNOVAZIONE INCLUSIVA – LE NOSTRE PROPOSTE

La sfida digitale e l’importanza di coglierne i benefici

L’Europa sta attraversando una rivoluzione digitale che si ripercuote sulle nostre vite quotidiane, con profondo impatto sul piano politico, sociale, economico, culturale.  Per la maggioranza dei cittadini europei, il digitale è già parte integrante del presente e ha cambiato il modo in cui viviamo, apprendiamo, lavoriamo e comunichiamo.

È importante prendere positivamente atto della velocità del cambiamento digitale e tecnologico, sviluppare una migliore comprensione dei potenziali rischi associati alla digitalizzazione e assicurare che questa rivoluzione sia veramente utile ai nostri cittadini e alla nostra economia, in modo che tutti possano trarne beneficio.

L’avvento dell’intelligenza artificiale, della robotica e di altri cambiamenti scientifici e tecnologici nelle biotecnologie, nella genetica e in altri settori presentano sia opportunità significative che rischi.

La rete internet, ad esempio, consente una comunicazione più aperta e un migliore accesso alle informazioni, concorrendo a formare una comunità partecipativa mondiale.  Essa non costituisce più una semplice piattaforma tecnica, bensì la forza motrice dell’innovazione sociale, culturale e tecnologica. Ma non solo: internet e la politica digitale sono divenuti sempre più connessi, favorendo lo sviluppo di forme di partecipazione politica e civica attive e bidirezionali (dal voto online fino alla disintermediazione del rapporto tra politico e pubblico).

In una serie di ambiti, come la salute, il commercio, lo sviluppo industriale o la garanzia di buona qualità di vita e di opportunità nelle regioni periferiche, le nuove tecnologie hanno rappresentato e continuano a rappresentare una svolta per il benessere.

Tuttavia, all’interno del sistema economico esistente, queste tecnologie stanno portando ad un’ulteriore concentrazione della ricchezza e del potere economico.

Le attuali previsioni sull’impatto delle nuove tecnologie sull’occupazione sono preoccupanti. Alcune indicano per un’ampia gamma di settori la scomparsa di numerosi lavori odierni di routine, che le nuove occupazioni basate sulle nuove tecnologie non saranno in grado di eguagliare.

Al di là delle sfide economiche e sociali che ciò comporta, la democrazia stessa è messa già alla prova. L’uso improprio dei dati personali, la diffusione di tecniche di disinformazione e di notizie false e la manipolazione dei processi elettorali sono già oggi una realtà estremamente preoccupante, contro cui i legislatori e le agenzie governative devono lottare sempre di più. Si tratta di una minaccia non solo per motivi politici, ma anche per quanto riguarda le modalità di funzionamento dei mercati. Sussiste il crescente rischio che nelle strategie commerciali si ricorra sempre più a tecnologie sofisticate al fine di raggiungere un livello di manipolazione del consumatore senza precedenti.

Allo stesso modo, non si può continuare a permettere che il settore privato si accaparri tutti i vantaggi economici delle nuove tecnologie esternalizzando tutti i costi. Oggi le tecnologie, spesso rese possibili e sviluppate proprio attraverso la ricerca pubblica, alimentano essenzialmente i profitti delle imprese private. Ma queste stesse aziende sono anche tra i campioni mondiali dell’evasione fiscale, contribuendo quindi a molte distorsioni nel funzionamento dei nostri sistemi sociali. Proprio queste aziende, che tanto beneficiano di queste tecnologie all’atto dell’accesso ai mercati,  dovrebbero, al contrario, essere tra le prima a contribuire al finanziamento delle politiche pubbliche necessarie per garantire che tale cambiamento tecnologico sia realmente a vantaggio di tutti e non provochi nuove disuguaglianze, disoccupazione ed esclusione.

In quest’ottica, appare chiara la necessità dell’Europa di dotarsi di una politica digitale equilibrata e che assicuri il rispetto dei diritti sociali. A causa del carattere modernizzatore e potenzialmente travolgente della digitalizzazione, le politiche digitali dovranno assicurare che l’opportunità digitale sia accessibile a tutti.

Abbiamo l’esigenza di sostenere i cittadini svantaggiati più deboli (e analfabeti in campo digitale) nella nostra società, di incrementare l’accesso ai servizi pubblici digitali nelle località isolate, come pure di assicurare che i cittadini (comprese le persone con disabilità) che non possono accedere a internet non restino indietro.

In questa legislatura europea si è fatto tanto per creare un vero mercato unico digitale libero e sicuro, con risultati importanti quali l’abolizione delle tariffe di roaming, la modernizzazione della protezione dei dati, la portabilità transfrontaliera dei contenuti online e l’accordo per sbloccare il commercio elettronico ponendo fine ai blocchi geografici ingiustificati.

La battaglia per un’agenda digitale inclusiva dovrà concentrarsi ancora sull’abbattimento delle barriere normative e sociali esistenti, oltre che al sostegno finanziario adeguato alla trasformazione digitale delle società e delle economie europee.

Le nostre priorità per una agenda progressista di innovazione, che sia inclusiva e non lasci nessuno indietro:

·      Consentire a tutti i cittadini europei un ampio e migliore accesso online ai servizi, incoraggiando la digitalizzazione nelle pubbliche amministrazioni,

·      Dare la priorità alla connettività ad alta velocità per tutti coprendo sull’intero territorio dell’Unione, incluse le zone rurali e remote,

·      No alle zone grigie nei lavori nelle piattaforme digitali: serve una forte regolamentazione di questo mercato del lavoro, al fine di fornire certezza giuridica ai lavoratori ed evitare una corsa al ribasso in termini di diritti sociali,

·      Usare le nuove tecnologie come mezzo di riqualificazione professionale e crescita delle competenze, incrementando il finanziamento e l’organizzazione di programmi di formazione adatti per giovani ed adulti,

·      Introdurre una tassazione digitale comune a livello europeo diretta alle grandi multinazionali tecnologiche, i cui proventi andrebbero a costituire riserve finanziarie per sviluppare ed organizzare programmi di riqualificazione,

·      Istituire programmi di educazione nonché di competenze digitali fin dalla scuola primaria,

·      Garantire che tutti i principali motori socioeconomici, come le scuole, gli ospedali, i poli di trasporto, i principali fornitori di servizi pubblici e le imprese ad alta intensità digitale abbiano accesso a connessioni a banda larga orientate al futuro entro il 2025.

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