EUROGRUPPO: COME SPIEGARE COSA È SUCCESSO IERI

Eurogruppo: come spiegare cosa è successo ieri. Un primo commento per i circoli e militanti PD.

 

 

Non è facile spiegare in modo sintetico l’esito di un complesso negoziato politico e diplomatico, soprattutto dopo giorni di aspettative dell’opinione pubblica e di commenti estremi da ogni parte.

Cominciamo dai dati.

Ieri sera la riunione dei ministri europei delle finanze – il cosiddetto eurogruppo – ha innanzitutto trovato l’accordo su misure complessive da 500 miliardi di euro, confermando molte delle misure che avevamo presentato nella nostra precedente analisi.

Si tratta di una potenza di fuoco mai utilizzata, per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e con l’apertura verso la creazione di un Fondo per un piano di rinascita: è questo il primo punto da sottolineare.

Come saranno utilizzate queste risorse?

In primo luogo è confermato l’accordo sul nuovo meccanismo “Sure”, proposto dalla Commissione per il sostegno (tramite prestiti per 100 miliardi di euro) ai sistemi nazionali di cassa integrazione. La procedura legislativa sarà terminata in tempi rapidissimi, in modo rendere queste risorse operative il più presto possibile, probabilmente già entro qualche settimana.

Si aggiunge un meccanismo finanziario per sostenere la liquidità delle imprese: una garanzia comune europea di 25 miliardi di euro (messi dagli Stati membri) che permetterà di mobilitare prestiti per 200 miliardi di euro, con fondi raccolti sul mercato dalla BEI-Banca europea per gli investimenti, destinati soprattutto alle piccole e medie imprese.

Arriviamo poi al punto che suscita più incomprensioni e strumentalizzazioni, quello sull’utilizzo del MES.

Si è decisa infatti l’apertura di una linea di credito apposita da 240 miliardi di euro all’interno del MES – chiamata “Pandemic Crisis Support” – che non richiederà nessuna condizionalità macroeconomica e sarà accessibile a tutti gli Stati membri che lo chiederanno, per il finanziamento della spesa sanitaria e di prevenzione – diretta e indiretta” – fino a un ammontare pari al 2% del loro Pil.

Proviamo a spiegarlo con le parole del Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli: da oggi il vecchio MES, che è stato lo spauracchio di tanti in Europa, non esiste più. Nulla comporta l’arrivo della Troika e di programmi di austerità, tanto per essere chiari.

Arriviamo al punto finale e più politico: tutto questo accordo si tiene solo se – e avverrà nella prossima riunione dei capi di Stato e di governo, dopo Pasqua – accanto a queste misure verrà anche attivato un Fondo per la Ripresa – Recovery Fund – per il finanziamento dei programmi nazionali di rilancio delle economie durante e dopo la recessione.

È questo il cuore delle domande dei Paesi che – per prima l’Italia – chiedono con forza nuovi strumenti comuni europei di debito per finanziare la crescita.

Ieri sera si è già trovato un accordo importante: il tema sarà al centro della discussione del prossimo Consiglio Europeo. Non era scontato, vista l’opposizione iniziale di molti paesi del Nord Europa, ma l’iniziativa diplomatica dell’Italia, della Francia, della Spagna, anche con il supporto della proposta lanciata dai commissari Gentiloni e Breton, ha permesso di arrivare a questo passo avanti decisivo.

La riunione di ieri ha stabilito già dei paletti importanti che caratterizzeranno questo nuovo Fondo per la Ripresa: sarà gestito attraverso il bilancio UE (questa è già una ottima notizia, perché prevede un controllo democratico da parte del Parlamento europeo) e sarà finanziato con modalità e meccanismi da decidere, compresi “strumenti finanziari innovativi“.

È questa frase nelle conclusioni dell’accordo che apre la porta verso forme di coronabond, eurobond o comunque emissioni di debito comune.

Adesso la partita si sposta quindi alla discussione fra i capi di Stato e di governo: qui ci giochiamo tutto, per ottenere finalmente un vero e potente strumento di emissione di debito comune europeo, per mobilitare i finanziamenti che saranno necessari agli Stati membri più colpiti per superare la recessione.

Quindi: non dimentichiamo i fondamentali. La risposta europea c’è stata, con la protezione offerta dalla BCE e con decisioni immediate della Commissione Europea per sbloccare i fondi europei, sospendere il Patto di Stabilità e le regole sugli aiuti di Stato, con il nuovo strumento contro la disoccupazione. Manca ancora però una scelta politica cruciale, quella che spetta appunto ai leader europei, per mettere in campo uno strumento concreto ma di grandissima potenza simbolica per il rilancio dell’integrazione europea.

In conclusione, allora, non possiamo non ricordare le parole del Capo dello Stato Mattarella : « Nell’Unione Europea la Banca Centrale e la Commissione, nei giorni scorsi, hanno assunto importanti e positive decisioni finanziarie ed economiche, sostenute dal Parlamento Europeo. Non lo ha ancora fatto il Consiglio dei capi dei governi nazionali. Ci si attende che questo avvenga concretamente nei prossimi giorni ». Ecco, speriamo sia davvero cosi, per completare in modo ambizioso questo accordo.

3 pensieri su “EUROGRUPPO: COME SPIEGARE COSA È SUCCESSO IERI

  1. Sante Mincone ha detto:

    Mi sembra un buon accordo, anche perché apre una porta verso la realizzazione di una vera unione. Chi non lo capisce è perché non vuole intendere che senza la UE non andiamo da nessuna parte e senza l’euro saremmo già morti di fame.

  2. Ettore ha detto:

    Io non vedo una risposta dell’Europa molto coinvolgente, vedo un Europa sulla carta unita ma nei pensieri totalmente divisa da interessi .In italia ci sono tante piccole imprese che erano in forte crisi e questi provvedimenti non aiuteranno loro nella ripresa.
    Con l emergenza tante falle sono venute a galla, e proprio in questo momento di storia , che tutto il sistema a bisogno di un rinnovamento radicale. Lavoro – sanità – fiscale .
    Se no è come medicare una ferita infetta …..non guarisce.

  3. Giovanni Mazzanti ha detto:

    La pandemia ha colto tutti impreparati a dover affrontare una situazione nuova.
    Molto impreparato in particolare, il nostro Segretario Zingaretti che, a mio avviso, non aveva inquadrato da subito la situazione e dopo essere stato contagiato non è più riuscito a far emergere una proposta politica che arrivi al cuore degli italiani.
    Molto BRAVO Bonaccini che in modo diretto e incisivo ha fatto fronte ad una non facile situazione , comunicando costantemente le azioni che metteva in campo per fronteggiare questa crisi.
    Spero almeno che questa situazione ci porti tutti a riflettere. La mia speranza è che chi ci rappresenta trovi le idee giuste e le comunichi nel modo adeguato.

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