Eudem a Nordest, una rete di competenze a servizio del Pd

«Stiamo costruendo la rete europea del Partito democratico, mettendo in connessione in tutta Italia le persone convinte che l’Europa sia politica interna e che vogliono impegnarsi per una maggiore integrazione tra gli stati membri». Benedetta Brighenti, copresidente dell’associazione Eudem, ha aperto sabato 17 dicembre a Padova la riunione con i promotori del Nordest del nuovo sodalizio.

Hanno preso parte alla riunione diversi esponenti veneti, emiliani e friulani che hanno deciso di organizzarsi territorialmente con propri referenti. Ma sono arrivati soprattutto contributi sulla reale funzione e sulle modalità di lavoro di Eudem. Dalla necessità di raccogliere la sfida culturale e dare una dimensione di lotta politica per definire un pensiero di sinistra espressa da Marco Lombardo, consigliere comunale a Bologna, all’obbligo di ripensare la funzione del Pd secondo le nuove linee di frattura globalizzazione vs nazionalismo, rimarcata da Enrico Peroni, segretario cittadino di Vicenza.

L’associazione ha il chiaro intento di influenzare in senso europeista la politica del Partito democratico e mette a disposizione dei circoli e delle federazioni strumenti di informazione e di formazione per creare una maggiore consapevolezza europea. Aperto il blog www.eudem.org, avviata la rubrica “Lo stato dell’Unione” sull’Unità on line, in via di definizione l’apertura di uno spazio informativo sul portale Eunews.it, ora Eudem si concentra sull’elaborazione di schede tematiche, una serie di compendi sulle principali materie oggetto di politiche europee, da mettere a disposizione dei circoli.

Nel primo semestre del 2017, saranno organizzati dei momenti di formazione, di cui uno a Nordest sull’economia digitale e l’industria 4.0. In questo ambito saranno Alessandra Poggiani e Benedetta Brighenti a farsi carico dei programmi e della proposta formativa.

«Siamo convinti che l’Europa così non funzioni», ha detto in conclusione Stefano Campolo, membro del direttivo e coordinatore del gruppo Eudem Nordest, «ma non ci rassegniamo al ritorno al passato. L’Europa ha rappresentato un orizzonte di pace, di stabilità e di sviluppo negli ultimi 60 anni. Il processo di integrazione deve essere accelerato, non bloccato, anche perché i singoli Stati sono troppo piccoli e troppo deboli per affrontare singolarmente le sfide globali che si pongono di fronte a noi».

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