“How can we govern Europe?”

Sei dicembre dalle 9 alle19.30, Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Sette dicembre dalle 9 alle 17.00, Sala della Protomoteca in Campidoglio

Torna  “How can we govern Europe?”. L’evento organizzato da Eunews, diventato oramai un “cult” del dibattito sulla e nella Unione europea, è arrivato al suo quarto appuntamento annuale.

Gli ospiti sono, come sempre, di altissimo livello e, come sempre, sono invitati a parlare nella massima libertà, in un confronto vivace che non lascia nulla di non detto. Tra loro (in ordine di apparizione): Franco Bassanini, Emma Bonino, Lorenzo Cesa, Andrea Mazziotti, Claudia Fusani, Michele Bordo, Laura Ferrara, Beatrice Covassi, Simona Bonafé, Stefano Manservisi, Roberto Sommella,  Enrico Letta, Marta Dassù, Franco Frattini, James Politi, Virginia Raggi, che aprirà i lavori della seconda giornata, Francesco Manacorda, Giampaolo Rossi, Salvatore Rossi, Fabio Massimo Castaldo, Marco Zatterin, Paolo Pandozy, Patrizia Toia, Nicola Latorre.

Il pomeriggio del 6 Sandro Gozi terrà un discorso.

La sera del 6, alla cena di gala, ad inviti, Luigi Di Maio terrà un discorso sull’Europa, che sarà trasmesso on line.

La mattina del 7 il ministro Carlo Calenda terrà un keynote speech.

L’edizione di quest’anno si svolgerà il 6 e 7 dicembre prossimi a Roma, in due sedi che da sole raccontano una storia: la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Sala della Protomoteca del Campidoglio. I nomi della due giorni sono, come sempre, quelle delle protagoniste e dei protagonisti dell’Europa: studiosi (quest’anno è stata avviata un’importante collaborazione con Astrid e Ridiam sulla riforma della governance istituzionale europea), aziende, politici, intellettuali, studenti, funzionari… Gli studenti in particolare avranno uno spazio speciale: nel quadro del progetto di alternanza scuola/lavoro i giovani della terza liceo dell’istituto Avogadro di Roma avranno una domanda per ogni panel.

Nell’occasione, Eunews lancerà un “Manifesto per l’Europa”, l’ennesimo contributo si dirà, è vero: ma finché non se ne prende uno e si tenta di realizzarlo vuol dire che ancora non si trova la quadra, e il nostro giornale sente, anche, la responsabilità di dare un impulso perché il processo di rilancio (o di rifondazione) dell’Unione parta rapido e su solide basi.

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