2017: l’anno per rilanciare l’Europa. E il Partito democratico

Si chiude un anno difficilissimo per l’Europa: il 2016 ci lascia con preoccupazioni sempre più gravi sulla sostenibilità del progetto comunitario e sulla tenuta dei valori che ne costituiscono le fondamenta. La Brexit ha rappresentato la manifestazione massima del rischio di disgregazione politica per l’Unione, se vengono messi in discussione i principi dell’integrazione, della solidarietà tra i Paesi, della fiducia in soluzioni comuni.

Il 2016 sarà ricordato come l’anno del progressivo consolidamento delle forze nazionaliste e demagogiche, che hanno creato una narrazione di successo per tanti cittadini colpiti dagli effetti negativi della globalizzazione e delusi dalle incompiutezze della costruzione europea.

Viviamo in un contesto straordinario, che deve imporre un cambio di passo a tutti coloro che credono nella partecipazione politica e nel ruolo dei partiti. Ed è proprio sulla percezione dell’eccezionalità del momento in cui vive l’Europa che crediamo debba essere riorientato il lavoro sul territorio dei movimenti progressisti e democratici.

Siamo convinti che sia compito di tutti i militanti di base del Partito Democratico, la prima  forza politica del socialismo europeo, impegnarsi in un’azione straordinaria per portare una nuova visione di Europa progressista nel Paese e all’interno della nostra società. Una visione non giustificazionista, ma fondata sulla chiara comprensione che solo con una maggiore integrazione potremo rispondere alla domanda di maggiore occupazione, più sicurezza, nuove opportunità in un mondo globale.

E’ una sfida delicatissima e che il PD può portare avanti su un doppio binario. Da un lato, un’azione quotidiana e concreta per rispondere ai populismi di destra, cominciando con il portare avanti una vera europeizzazione e una maggiore conoscenza delle politiche UE all’interno del nostro partito, a tutti i livelli. E poi, anche come proiezione esterna e nel PSE, un piano ambizioso per andare oltre lo status quo dell’Europa e offrire una nuova visione per il futuro dell’integrazione comunitaria.

In questo senso, il 2017 può rappresentare una straordinaria occasione per riportare l’Europa al centro del dibattito politico nel nostro Paese.

Lo può essere certamente per il 60° anniversario dei Trattati di Roma, un avvenimento che non sarà solo una celebrazione storica ma anzi una grande opportunità per una ampia discussione pubblica sul senso profondo del nostro stare insieme in Europa e per cogliere l’urgenza di una svolta politica nel percorso dell’integrazione.

Il 2017 sarà poi l’anno del congresso nazionale del Partito Democratico: un’occasione cruciale per portare finalmente più Europa nel dibattito interno al nostro partito, per far passare in modo più incisivo la necessità di considerare lo spazio politico europeo come il contesto centrale entro cui far muovere le nostre analisi, le nostre strategie programmatiche, la nostra azione territoriale.

Lo abbiamo ascoltato anche dalle parole del segretario Matteo Renzi nel corso dell’ultima assemblea nazionale: già nelle prossime settimane si apre per il PD una fase politica nuova, un percorso di ascolto e riflessione all’interno del partito in vista delle future scadenze politiche e congressuali.

E in questo percorso vogliamo esserci contribuendo a un cambio di passo nella cultura politica europea del Partito Democratico, suggerendo proposte organizzative che possano rafforzare la capacità di formazione e discussione sull’Europa e promuovendo, già nei primi mesi del 2017, numerose iniziative diffuse in più regioni italiane.

Dieci anni fa nasceva il Partito Democratico, un’esperienza che ha rappresentato fin da subito  un’innovazione fondamentale nel panorama del centrosinistra europeo.

Per essere all’altezza di questo compito, proprio in un contesto di così grande difficoltà per l’UE, crediamo quindi sia necessario ora un investimento concreto e la sperimentazione di nuove forme di lavoro all’interno del partito. Mettiamoci al lavoro, per gettarci alle spalle le ombre che il 2016 ha lasciato sull’Europa e sul Partito Democratico.

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